8 Commenti
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Avatar di Claudia Lucca

Che bello! Grazie! Grazie del video (su cui rifletterò ancora perché tocchi punti su cui bisogna darsi il tempo di riflettere), grazie dei vocali, della playlist, delle parole del MrGwyn di Baricco (lo lessi appena uscì e mi rimase dentro, impigliato a troppe domande), grazie del nuovo esperimento del ritratto in parole dal vivo, possibile solo se c’è vera attenzione, vero interesse per chi si ha di fronte. Grazie della lettera a noi tuoi lettori, lettera di cui aspettiamo con emozione le ultime importanti facciate.

Avatar di RUXANDRA

Ad un certo momento Cioran vuole conoscere il suo lettore, quindi invita a casa sua quella che gli scriveva tante lettere. Lo fa di notte, lui è da solo. La lettrice è una vecchia, ed è pazza e lo spaventa. Superato il momento, lui ci scherza sù.

Penso che a te sia andata meglio😜.

Avatar di Flavia, is that really me?

Grazie della playlist! Ottima aggiunta! 😉

Avatar di Samantha

Tutto sempre più confuso e quindi sempre più affascinante per me. Sempre più questioni a cui dover rispondere per forza o forse meglio lasciar decantare e far emergere solo le emozioni? Per chi scrive lo scrittore? Io non me lo ero mai posto come questione... davvero interessante perché potrei rispondere tutto e il contrario di tutto. Grazie!

Avatar di Rosaria Fiore

Grazie di cuore, caro Paolo, per questo profluvio di regali. Il videomessaggio che offre molto su cui riflettere, il suo finale soprattutto. Quando parli di “destinatario assente o irreperibile” mi è venuto subito in mente Enrico Terrinoni che parla spesso di “dead letter”, che sarebbe una lettera non recapitata ma che lui molto efficacemente traduce letteralmente con “lettera morta”: “Un testo letterario sarebbe lettera morta se non esistessero un lettore o una lettrice a farlo vivere”. E poi gli audio e la playlist (50 pezzi! Da ragazza degli anni ’80 sono curiosa di ascoltare i pezzi che hanno fatto da colonna sonora a un ragazzo degli anni ’90, quelli che lo riportano proprio lì, come solo la musica sa fare). E grazie per avere parlato anche qui di Mr Gwyn e di quell’esperimento che trovo davvero emozionante, che parla di come ogni volto racconti una storia e ogni storia nel farsi libro possa diventare luogo collettivo, luogo di incontri.

Avatar di patrizia

Bello il video, chiarificatore il tuo orizzonte sulla visione di un romanzo che fa crescere chi lo scrive e chi lo legge. Chiedersi a quale pubblico e per quale pubblico si scrive, non lascia risposte. Ogni lettore interpreta parole, fatti, e personaggi con la personale sensibilità. Questo, secondo me deve aspettarsi uno scrittore la diversità della sintonia che si crea tra il libro e chi lo segue con sollecitazione e sottolinea nella propria anima tutte le sfumature legate ad ogni episodio e ad ogni dialogo. Parlare da soli è bene, esprimersi a voce alta libera la mente, non è idea malvagia...Siamo alle ultime battute, in attesa della puntata che verrà...

Avatar di Pietro Di Gennaro

Folgorato. “Li guardava. Per molto tempo. Finché vedeva in loro la storia che erano”.

Avatar di Alma Gattinoni

Ho ripensato alle affermazioni del video che corredava la tanta carne al fuoco che ci hai inviato. Tornerei sull’orizzonte d’attesa del lettore e della lettrice. Mi sembra che abbiano trovato due obiezioni da sottoporti, perché i passaggi narrativi da te proposti erano visti come in contraddizione con quanto narrato prima o inadeguati nel lessico. Quindi non collimavano con il romanzo che avevano in testa e la cosa li disorientava o pensavano di salvarti da ipotetiche critiche. Invece il mio orizzonte di lettrice, come sempre (con la variante del condividerlo con te e con altri), è dettato dal desiderio di comprensione del testo, smontando le sue parti e cercando di arrivare a una sintesi. Per me, con questo esperimento, l’intento era ed è offrirti un esempio di ricezione, che è del tutto personale. Ecco perché non mi sono sentita troppo spiazzata dalla suspence del dubbio sui gusti erotici del giovane protagonista in formazione o sul suo lessico straordinariamente “forbito” per la sua età. Mi sono limitata a considerare le tue parole, a “studiarle”, entrando nella camera della mente di chi scrive, senza intervenire se non con il piacere di collaborare a questo gioco inconsueto.